Inserito da: Francesco Pieroni | 8 Novembre 2009

Primarie, per gli amanti delle statistiche…

A Roma alle primarie del 25 ottobre hanno votato 153.935 cittadini. Se confrontiamo questo dato con i voti del PD alle Europee (403.435), scopriamo che ha partecipato il 38,16% degli elettori romani del PD. Diamo ovviamente per scontato che siano tutti elettori che hanno perlomeno già votato PD. In tutto il Paese hanno partecipato in 3.067.821 sui “potenziali” 7.989.423 voti del PD di pochi mesi prima (38,4%). Ricordo che negli Stati Uniti, la lunghissima campagna delle Primarie democratiche (ma lì il sistema non è solo legato al voto popolare, è bene ricordarlo) ha coinvolto poco meno di 40 milioni di elettori e Obama ne ha ottenuti pù di 66 milioni alle elezioni presidenziali (oltre il 60%). Teniamo conto che: 1) da noi si eleggeva “solo” il segretario del partito e negli USA il candidato alla Presidenza, quindi ad una carica elettiva di interesse generale; 2) le primarie negli USA sono nate nella seconda metà dell’800 proprio grazie al movimento democratico e già dagli anni ‘70 sono aperte ai non iscritti, da noi siamo appena alla terza esperienza; 3) in America esiste un albo di potenziali elettori che consente la partecipazione alle primarie, che da noi era sostanzialmente libera. Il confronto è quindi impossibile, ma a mio avviso dimostra che questo strumento non può essere abbandonato, semmai deve essere riformato (anche su questo aspetto l’America insegna, vedi l’albo). Ma a ben vedere i numeri italiani (sostanzialmente simili a quelli delle primarie di Veltroni, in cui parteciparono ufficialmente 3,4 miloni di cittadini) dimostrano soprattutto un’altra cosa: che c’è uno zoccolo duro di circa 3 milioni di elettori democratici che sentono di svolgere un ruolo attivo (e utile, se no non tornerebbero) e si considerano oramai “arruolati” nel contribuire alle scelte di questo nuovo soggetto. Ora credo che la domanda che il gruppo dirigente del PD si porrà (con la dovuta calma, le elezioni incombono!) è la seguente: questi elettori possono essere coinvolti in modo più stabile? Come? Credo infatti che la discussione non possa a questo punto limitarsi a “Primarie sì, primarie no”. E nemmeno a “Primarie per che cosa”. Il PD ha 800 mila iscritti e 3 milioni di “elettori attivi”. Vogliamo dare (con chiarezza) un ruolo, diritti e poteri ad entrambi e sfruttare questo potenziale straordinario?

Di seguito, la statistica per municipi:
mun. votiPR PD’09 %suPD’09
20 7058 16669 42,34%
19 9593 25158 38,13%
18 6287 17896 35,13%
17 5229 11644 44,91%
16 9953 22913 43,44%
15 7849 22121 35,48%
13 9386 26926 34,86%
12 10184 24619 41,37%
11 10327 23134 44,64%
10 8766 29247 29,97%
9 7999 20816 38,43%
8 5813 24701 23,53%
7 4690 16892 27,76%
6 6590 19050 34,59%
5 10231 29795 34,34%
4 11986 30916 38,77%
3 4305 8389 51,32%
2 9215 17645 52,22%
1 8474 14904 56,86%
totale 153935 403435 38,16%

Inserito da: Francesco Pieroni | 6 Novembre 2009

Perdonateci, perché non sappiamo quello che facciamo…

Ho sbagliato, lo ammetto. Come membro della commissione regionale per il Congresso, ho accettato la richiesta delle mozioni Franceschini e Marino di posticipare al 14 l’assemblea che dovrà eleggere il segretario regionale. Ho ritenuto che le ragioni addotte (a parole), quelle cioè di costruire un quadro unitario o (perlomeno) condiviso per concludere il percorso congressuale, fossero ragionevoli. Ho scelto di votare in deroga al regolamento e in indipendenza rispetto alla mia mozione di riferimento (ho votato Bersani), che chiedeva di “fare presto”, perché non c’è tempo da perdere: dobbiamo riparare al disastro in cui ci ha infilato Marrazzo (a proposito, chi lo aveva scelto?), scegliere un candidato vincente, costruire un programma e delle alleanze. Mi si è detto: “che cambiano tre giorni in più?”. Ora capisco. I giorni in più servivano a un candidato sconfitto (Ileana Argentin) che non sarà ago della bilancia come sperava, di gettare fango sul PD, denunciando inciuci, tesseramenti falsi e magari domani pure risultati truccati alle primarie (perché no?). Ora basta però, personalmente sono proprio stanco. Per quanto mi riguarda chiedo solo scusa alla signora (democratica) che in fila al gazebo di Piazza Lambertenghi, senza dirmi per chi votava, voleva rassicurazioni: “ma dopo, sarete uniti?”. E a cui ho risposto “Non si preoccupi signora!”. Signora, ci perdoni, non sappiamo quello che facciamo.argentin su Libero 6 novembre 2009

Inserito da: Francesco Pieroni | 5 Novembre 2009

Intervento al coordinamento PD del IV Municipio – 4 novembre 2009

Cari democratici e democratiche,

finalmente è terminato il lungo ed estenuante percorso congressuale che ha impegnato la maggior parte delle nostre forze e del nostro tempo rallentando, ammettiamolo, il principale compito del PD che è quello di essere forza di opposizione.

Io non credo sia stato tempo buttato, anzi. Certo, sono tra coloro che avrebbero preferito che il congresso si svolgesse subito dopo le dimissioni di Veltroni. Ma bisogna riconoscere che Dario Franceschini ha assolto con dignità al compito di traghettare il PD nel momento più difficile della sua breve storia.

Un Congresso era tuttavia necessario innanzitutto per cominciare a sciogliere i nodi che hanno impedito alla forza riformista che tutti abbiamo contribuito a far nascere, di dispiegare tutte le sue potenzialità e rappresentare una alternativa, credibile, al berlusconismo. Che non è, a mio modesto (non isolato) avviso, l’anti-berlusconismo. E che quindi va costruita con proposte concrete, e poi va spiegata alle persone con semplicità e costanza. E non solo per slogan estemporanei ed evocazioni mediatiche. Su questo terreno noi perderemo per tutta l’eternità contro Berlusconi (per fortuna il tempo che passa è in grado di batterlo).

Per questo, per la sua concretezza, serietà e competenza, sono convinto che Pierluigi Bersani, in questo momento, sia la persona più adatta a guidare unitariamente il nostro partito nella sua costruzione, nella definizione del programma e nell’individuazione di alleanze e candidati.

E per questo ritengo che sia stata un errore l’idea iniziale che non servisse un partito radicato. A noi serve eccome. E non solo per svolgere le primarie. In effetti, come avrebbero potuto votare migliaia di cittadini nel nostro territorio senza che i nostri iscritti militanti aprissero circoli e gazebo alle 6,30 del mattino e fino a sera? Credo peraltro che anche domenica l’abbiamo sentita tutti quanti la grande responsabilità che comporta rappresentare questo partito. La gente in fila veniva per votare un candidato piuttosto che un altro, certo, ma intanto ci chiedeva unità, di lavorare dopo tutti insieme per battere la destra.
E chi dovrebbe lavorare a questo obiettivo, se non un partito radicato nel territorio, fatto di militanti accomunati da un’appartenenza comune come l’adesione ad un partito? Dovrebbero farlo i comitati elettorali che nascono un giorno prima l’inizio della campagna elettorale, lavorano per un candidato, e il giorno successivo alle elezioni chiudono?

Ecco, credo e spero che il nostro Congresso questo aspetto l’abbia chiarito. Il tesseramento non può essere tuttavia ridotto ad un sondaggio d’opinione e bene faremmo a delineare un ruolo, un senso concreto dell’adesione al PD, dando agli iscritti una funzione, responsabilità e diritti. Poi possiamo discutere sul ruolo delle primarie. Personalmente credo che sarà necessario riflettere sul fatto che i cittadini, comunque, ogni volta che sono stati chiamati a decidere, lo hanno fatto in massa e con chiarezza. Però è una discussione che abbiamo tutto il tempo di proseguire serenamente. Certo, riterrei curioso un partito che lascia ai cittadini il compito di scegliere i propri dirigenti e sceglie senza consultarli coloro che candida a governarli!

Ora dobbiamo tuttavia concentrarci su alcuni obiettivi immediati. Il primo, è quello di vincere le elezioni regionali. E’ inutile che ci nascondiamo le difficoltà che abbiamo di fronte, a partire dalla scelta del candidato e delle alleanze. E’ una partita di livello nazionale in cui, soprattutto se non sarà sciolto in fretta il nodo della segreteria regionale, il gruppo dirigente del PD del Lazio rischia di non svolgere alcun ruolo.

Come sapete, infatti, le elezioni primarie non hanno nel Lazio eletto un segretario con una maggioranza assoluta. Alessandro Mazzoli ha ottenuto 135.107 voti pari al 44,4%, Roberto Morassut 111.480 voti pari al 36,7% e Ileana Argentin 57.485 voti pari al 18,9%. L’assemblea dei 400 delegati eletti deciderà chi dovrà guidare il partito nei prossimi mesi. Per quello che può valere, mi auguro che ciascun membro dell’assemblea usi con senso di responsabilità il mandato che ha ricevuto dai “nostri” elettori per costruire una soluzione unitaria nel Lazio che ci aiuti ad affrontare nel modo migliore la sfida delle regionali.

In questo momento il nostro massimo contributo è quello di alzare il livello della nostra opposizione a Roma e nel nostro municipio.

Sono dell’idea che sia necessario uno sforzo da parte di tutto il gruppo municipale per coinvolgere quanto più possibile il nostro gruppo dirigente nelle problematiche del territorio e della macchina amministrativa, anche per aiutare il gruppo stesso a fare un’opposizione migliore, più unitaria ed efficace. Vorrei fissare già per domani una prima riunione sul bilancio insieme alla segreteria e con persone di esperienza.

Dicevo che dobbiamo costruire l’alternativa con proposte concrete. Per farlo dobbiamo partire anche qui dalle risorse umane che abbiamo e che possiamo valorizzare. E’ opportuno che i gruppi di lavoro si riuniscano presto e comincino a lavorare sui temi della scuola, del traffico e dell’ambiente. Ed è il momento di avviare il nostro progetto (che potrà essere operativo subito dopo le regionali) di seminari di politica per la formazione.

Lo dico perché ritengo che come forza di partito abbiamo grandi potenzialità. Dal punto di vista dell’organizzazione l’abbiamo dimostrato facendo partecipare quasi 1000 persone ai nostri congressi di circolo e quasi dodicimila alle primarie.

Ora a queste persone dobbiamo cominciare a parlare di contenuti e proposte.

Concludo condividendo con voi il rammarico per il fatto che questo coordinamento non ha potuto lavorare in questi mesi come sarebbe stato auspicabile. D’altronde il nostro congresso non ha riservato al livello municipale del partito alcun ruolo di direzione né di supervisione, e d’altronde lo stesso coordinamento appare monco di una parte della sua rappresentatività, mancando ancor oggi i membri che dovevano essere indicati da due circoli.

Ma al nostro interno deve avviarsi presto anche una discussione serena sul nostro radicamento, a partire dall’analisi delle capacità di coprire il territorio sull’attuale assetto dei circoli. Credo che a partire dalle regionali potremo trovare il tempo e i modi di rendere questo assetto decisamente più efficace.

Infine vi rinnovo la mia profonda preoccupazione per l’escalation di attentati e atti di intimidazioni a cui è soggetto il nostro partito in questo territorio. Occorre una risposta unitaria democratica che dimostri la nostra determinazione a non arretrare in questa città, a partire dai quartieri più difficili, come Talenti.

Inserito da: Francesco Pieroni | 2 Novembre 2009

Le primarie in IV Municipio… grazie ai volontari del PD!

ai Coordinatori di circolo
p.c. a tutti gli iscritti del PD del IV Municipio

OGGETTO: Successo di partecipazione e organizzazione alle Primarie del 25 ottobre

Caro Democratico, cara Democratica,

quella di domenica 25 ottobre è stata una giornata storica per il Partito Democratico. Il nostro partito ha concluso infatti, nel migliore dei modi, il lungo periodo (quattro mesi) del suo primo congresso: un confronto interno spesso aspro, ma ricco di spunti, interventi e, finalmente, programmi e obiettivi definiti.
Quasi dodicimila cittadini hanno espresso la loro idea nei nostri 21 seggi, entrando nei nostri circoli, nei gazebo allestiti nelle piazze più importanti, nelle associazioni che ci hanno gentilmente ospitato. Se si pensa che alle ultime elezioni (le europee) il PD aveva ottenuto circa 30 mila voti, si capisce la dimensione straordinaria e il successo di questo evento.
Un successo che non sarebbe stato possibile senza l’organizzazione garantita in primis da voi in qualità coordinatori di circolo e dalle decine di volontari del PD, che sono il nostro patrimonio più grande. E’ una risposta semplice alle domande che ci siamo posti in questi mesi in merito alla militanza e al suo significato, alla sua utilità in un partito “nuovo”. Senza i nostri iscritti militanti non sarebbe stato possibile allestire alcun gazebo, alcun seggio. Non sarebbe stato possibile consentire di partecipare a nessuna delle migliaia di persone che con entusiasmo, ansia, rabbia e quanti altri sentimenti, hanno ancora una volta dato fiducia al nostro progetto comune. Gli iscritti sono un patrimonio inestimabile per un partito, sarebbe bene ricordarlo più spesso!

Da parte mia va a tutti voi un sincero ringraziamento. Spero che avrete modo di estenderlo anche agli iscritti del circolo.

Ora ci aspettano appuntamenti ancora più importanti perché, non dimentichiamolo, il nostro compito è quello di battere una Destra pericolosa e dannosa per la nostra città e per il nostro Paese.

Buon lavoro,

Francesco Pieroni
coordinatore del PD del IV Municipio

P.S. Questi i risultati definitivi delle primarie in IV Municipio: totale votanti per il SEGRETARIO NAZIONALE 11986, voti validi 11846, lista Con Bersani 5779 voti (48,8%), Democratici per Franceschini 3043 (25,7%), Lista Sassoli con Franceschini 588 voti (5%), Lista per Marino 2417 (20,4%); totale votanti per il SEGRETARIO REGIONALE 11979, voti validi 11751, lista con Bersani-Mazzoli 5372 (45,7%), Democratici con Morassut-Franceschini 2607 (22,2%), Lista Sassoli con Franceschini 1233 (10,5%), lista Marino-Argentin 2539 (21,6%)

Inserito da: Francesco Pieroni | 29 Ottobre 2009

Ancora un attentato contro i Democratici in IV Municipio…

ATTENTATO TALENTI, PIERONI-DE ANGELIS (PD): “ORAMAI SUPERATO LIVELLO DI GUARDIA”
Dichiarazione stampa del coordinatore Francesco Pieroni e del capogruppo Fabio De Angelis del PD del IV Municipio

“Oramai sembra un film già visto e quasi non fa più notizia. Stanotte c’è stato l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti dei militanti del Partito Democratico a Talenti. Ad essere preso di mira, ancor una volta, il nostro circolo di via Giovanni Verga. Però stavolta si è superato il livello di guardia. Stavolta si è trattato di una bomba, seppure di una bomba carta. Stavolta è stato gettato liquido incendiario non per danneggiare, ma per incendiare e distruggere la nostra presenza su quel territorio. Come dirigenti politici denunciamo con forza l’allarme democratico nel territorio del IV Municipio, in cui in un anno e mezzo sono state decine, tra attentati e atti vandalici, le provocazioni di estremisti di destra. Ma come cittadini ci chiediamo anche: perché questa escalation? perché queste persone non hanno paura? da chi sono coperte? da chi sono mandate? E a quale fine? E quando e di che entità sarà il prossimo attentato? Qualcuno negli ultimi mesi ha consentito che questa città sprofondasse lentamente in un inedito sonno della ragione, sorvolando su inquietanti avvisaglie e segnali inequivocabili. E’ ora di risvegliarla fino a che non sarà troppo tardi. I Democratici del IV Municipio faranno la loro parte, ma il sindaco?”

Si sono conclusi oggi i congressi di circolo del Partito Democratico del IV Municipio. Hanno partecipato quasi mille iscritti: una straordinaria dimostrazione di democrazia. Il confronto è stato a tratti aspro ma ha consentito a tutti di “dire la propria” scegliendo i candidati alla segreteria regionale e nazionale dopo aver valutato i programmi, ascoltato le presentazioni e partecipato al dibattito.
Prima di fornire i risultati mi permetto di ringraziare tutti i coordinatori e i gruppi dirigenti dei circoli per il lavoro svolto al fine di consentire lo svolgimento dei congressi e di conseguenza una buona partecipazione, ma anche ai rappresentanti delle tre mozioni per aver svolto ciascuno con equilibrio i propri compiti senza mai dimenticare che tutti rappresentiamo e continueremo a rappresentare insieme il PD, cioè la più grande forza riformista del Paese e del nostro territorio.

Ed ora i risultati complessivi del IV municipio. I votanti sono stati 928 su 1635 iscritti per un partecipazione del 56,8%.

Tra i candidati a segretario nazionale il più votato è stato Pierluigi BERSANI con 446 voti (48,1%), seguito da Dario FRANCESCHINI con 402 voti (43,3%) e da Ignazio MARINO con 80 voti (8,6%).

Tra i candidati a segretario regionale in vantaggio è Alessandro MAZZOLI per la mozione Bersani con 419 voti (45,8%), seguito da Roberto MORASSUT per la mozione Franceschini con 400 voti (43,7%) e da Ileana ARGENTI per la mozione Marino con 96 voti (10,5%).

Risultati (ufficiosi) circolo per circolo

—CASTEL GIUBILEO partecipazione 45,7%
NAZIONALE: BERSANI 8 voti (12,5%), FRANCESCHINI 56 voti (87,5%), MARINO 0 voti (0%); REGIONALE: MORASSUT 56 voti (87,5%), ARGENTIN 0 voti (0%), MAZZOLI 8 voti (12,5%)

—NUOVO SALARIO/ATENEO SALESIANO partecipazione 64,9%
NAZIONALE: BERSANI 63 voti (87,5%), FRANCESCHINI 2 voti (2,8%), MARINO 7 voti (9,7%); REGIONALE: MORASSUT 4 voti (5,6%), ARGENTIN 8 voti (11,1%), MAZZOLI 60 voti (83,3%)

—FIDENE/SERPENTARA partecipazione 48,8%
NAZIONALE: BERSANI 38 voti (95,0%), FRANCESCHINI 2 voti (5,0%), MARINO 0 voti (0%); REGIONALE: MORASSUT 5 voti (12,5%), ARGENTIN 1 voto (2,5%), MAZZOLI 34 voti (85%)

—MONTESACRO partecipazione 80,5%
NAZIONALE: BERSANI 178 voti (71,8%), FRANCESCHINI 28 voti (11,3%), MARINO 42 voti (17%); REGIONALE: MORASSUT 36 voti (14,7%), ARGENTIN 47 voti (19,2%), MAZZOLI 160 voti (66,1%)

—NUOVO SALARIO/BELOTTI partecipazione 59,9%
NAZIONALE: BERSANI 67 voti (42,7%), FRANCESCHINI 73 voti (46,5%), MARINO 17 voti (11,9%); REGIONALE: MORASSUT 66 voti (43,1%), ARGENTIN 14 voti (9,2%), MAZZOLI 73 voti (47,7%)

—TALENTI partecipazione 73,3%
NAZIONALE: BERSANI 69 voti (36,9%), FRANCESCHINI 109 voti (58,3%), MARINO 9 voti (4,8%); REGIONALE: MORASSUT 111 voti (60,3%), ARGENTIN 13 voti (7,1%), MAZZOLI 60 voti (32,6%)

—VIGNE NUOVE partecipazione 33,5%
NAZIONALE: BERSANI 23 voti (14,4%), FRANCESCHINI 132 voti (82,5%), MARINO 5 voti (3,1%); REGIONALE: MORASSUT 122 voti (77,7%), ARGENTIN 13 voti (8,3%), MAZZOLI 22 voti (14%)

Ora tutto il gruppo dirigente del PD del IV municipio comincerà a lavorare per l’organizzazione delle primarie con l’obiettivo di far partecipare alle primarie del 25 ottobre quanti più cittadini possibile confermando quello che hanno già detto gli iscritti: il PD è una grande forza che discute, si confronta e poi sceglie democraticamente.

TALENTI, PIERONI E DE ANGELIS: “CONTRO RIGURGITI NEOFASCISTI ALEMANNO PASSI AI FATTI”
comunicato del capogruppo Fabio De Angelis e del coordinatore Francesco Pieroni PD del IV Municipio

“Il nuovo gravissimo atto di stampo neofascista che ha colpito il circolo del PD di Talenti ha colmato la misura. In questo quartiere dalle elezioni amministrative si succedono ormai con un cadenza fissa intimidazioni, aggressioni e atti di stampo razzista. Come esponenti e rappresentanti del Partito Democratico siamo vicini alla coordinatrice Francesca Leoncini e agli iscritti del circolo a cui va quindi tutta la nostra solidarietà e il nostro impegno. In passato, ogni volta che questi fenomeni si sono presentati, la reazione delle istituzioni non si è fatta attendere. Dobbiamo invece purtroppo sottolineare come con Alemanno non solo questi episodi si siano moltiplicati, ma sono costantemente derubricati ad isolati atti di vandalismo. E’ venuto invece il momento che il sindaco Alemanno si assuma le responsabilità che competono a chi governa la città da ormai più di un anno. I rigurgiti neofascisti a Roma ci sono e vanno combattuti promuovendo la cultura della accoglienza e dei valori della resistenza e della repubblica antifascista italiana. Le parole di solidarietà e condanna (se pure verranno) non bastano più”

Inserito da: Francesco Pieroni | 15 Giugno 2009

Analisi del voto delle europee in IV Municipio

Attivo degli iscritti PD IV Municipio, 15 giugno c/o circolo Montesacro. La mia relazione.

PREMESSA

Per la prima volta cerchiamo oggi di fare una analisi del risultato elettorale del nostro partito. Credo che sia un fatto positivo, perché abbiamo un grande bisogno di capire e farci capire.

Innanzitutto abbiamo bisogno di capire il nostro Paese e quindi gli italiani, quali sono i temi che sono al centro della loro vita quotidiana, le loro preoccupazioni e le loro aspettative.

Abbiamo poi bisogno di farci capire dal Paese e dagli italiani, utilizzando un linguaggio comprensibile e facendo delle proposte chiare per affrontare la crisi economica e le emergenze sociali, reali o percepite che siano. E per programmare il futuro.

I dati elettorali non ci dicono tutto, e anzi molto di quello che ci dicono già lo sapevamo. Però sono dati, e in quanto tali ci inchiodano inesorabilmente alla realtà.

La prima realtà è che il PD è giunto ad una percentuale minima di sopravvivenza. E non perché noi stessi abbiamo posto al 26% l’asticella di questo magro obiettivo. Diciamo che stavolta i sondaggi ci hanno aiutato in questo e non hanno sbagliato.

Il punto è che il Partito Democratico ha dilapidato un enorme patrimonio di consenso, e direi, di fiducia. In un solo anno ci hanno abbandonato oltre 3 milioni di elettori. Emilia Romagna e Toscana a parte, il PDL è primo partito praticamente ovunque nel Paese.

La metà di questi elettori (uso l’accetta) ha deciso di astenersi completamente, l’altra metà si è distribuita più o meno equamente sulle altre forze politiche dell’ex maggioranza Prodi (e,in modo più residuale, sull’UDC).

Nel momento più cruciale dello scontro con il centrodestra, insomma, molti nostri elettori si sono arresi o peggio hanno percepito che noi ci siamo arresi e si sono rivolti ad altri interlocutori politici che sembrano interpretare l’opposizione in modo più netto, con parole e azioni più chiare e, a loro modo di vedere, più efficaci. E io credo che tuttavia questi cittadini abbiano in gran parte ben presente che non possono trovare lì l’alternativa e quindi abbiano voluto soprattutto lanciarci un messaggio e/o darci una lezione.

Molti di loro li conosciamo, qualcuno lo abbiamo ripreso per i capelli, come si dice. Si è turato il naso oppure si è deciso all’ultimo per un profondo senso di colpa. Onestamente pochi degli elettori PD che conosco ci hanno votato con convinzione e perché siamo ai loro occhi oggi una opposizione efficace o una valida alternativa di governo. Almeno da soli.

Abbiamo tutti decine di contatti con il nostro elettorato e io penso che sia oggi un po’ il nostro compito quello di far emergere anche in tutta la sua crudezza l’amarezza e la rabbia dei nostri elettori. E la nostra. Perché per noi si apre una lunga fase di dibattito, che se sfruttata al meglio può preparare il riscatto.

Queste nostre riflessioni, e i dati che le corroborano, dovranno essere al centro del confronto che sta iniziando nel nostro partito sulla sua leadership e sulla sua identità. Non credo che il nostro elettorato potrebbe sopportare una nuova profonda divisione di tipo meramente personalistico. Si aspetta da noi, una discussione aperta e franca ma, su alcuni grandi temi, anche unità, chiarezza e fermezza. Decisioni sulle quali essere coerenti. Una leadership autorevole e da tutti riconosciuta.

Io sono tra quelli che avrebbero preferito che il dibattito congressuale si svolgesse prima delle elezioni europee. Mi pare chiaro da questi dati infatti che, mentre noi perdevamo tempo a rinviare il confronto interno e a svolgerlo sulle testate dei giornali, i nostri elettori si sono comunque fatti da soli la loro idea del PD.

Tuttavia i dati ci dicono anche altro. Innanzitutto, che Silvio Berlusconi non è imbattibile. E se non possiamo dire che la Destra esca ridimensionata da questo risultato (il divario con noi è aumentato al 9%), certamente il suo leader comincia a dimostrare dei limiti. Il PDL non è al 45%, il centrodestra non è maggioranza assoluta nel Paese come lui aveva vaticinato in base ai suoi sondaggi (che per la prima volta sbagliano per fortuna). La sua popolarità non è certo al 75% come affermava.

Certo però la Lega avanza, sfonda il tetto delle due cifre, raddoppia le percentuali al nord e si affaccia con risultati clamorosi nelle zone rosse e nel centro Italia (in Emilia è all’11%, in Umbria al 4%, a Prato al 7%, a Rocca d’Arce in provincia di Frosinone entra addirittura in consiglio comunale). Insomma, al nord va all’attacco del PDL ma al Centro erode il nostro stesso elettorato. Non c’è bisogno che dica io con quali parole d’ordine e sollecitando quali pulsioni, che oramai evidentemente attraversano il Paese in modo quasi omogeneo.

I DATI DI ROMA E DEL LAZIO

A Roma il PD nel 2008 alla Camera ha raggiunto il 41% con oltre 690mila voti, oggi ha a malapena racimolato 400mila voti ed è inchiodato al 31,6%. Se pure volessimo raffrontare questo dato con le europee del 2004, il risultato sarebbe ugualmente impietoso (36,6% e quasi 550 mila voti).

Il PDL nella città rimane al 38% del dato delle politiche. Però è una notizia che, ad appena un anno dalla clamorosa vittoria di Alemanno, non è maggioranza nella nostra città. Il centrosinistra che ha governato Roma (e che governa la Provincia), avrebbe il 50% ancora oggi nel nostro peggiore momento. Quindi, un tentativo di avviare un dialogo con le forze di opposizione, a partire dei territori, mi sembra necessario, utile, direi inevitabile.

Nel complesso in tutto il Lazio il risultato elettorale ci presenta una Destra ad oltre il 42%, certo, ma un centrosinistra intorno al 40%. Segno che la partita per le regionali è apertissima e sul loro esito peserà non poco l’alleanza con l’UDC. Da qui dobbiamo ripartire perché non possiamo permetterci nel 2010 una nuova sconfitta.

I DATI DEL IV MUNICIPIO

Il primo dato riguarda l’affluenza al voto. In IV Municipio è stata del 56,5%, praticamente in media con il dato cittadino (56,7%) che, è bene ricordarlo, è ben al di sotto della media nazionale (66,5%). Va detto comunque che il dato dell’affluenza è molto più alto soprattutto dove si sono svolte anche consultazioni amministrative.

Per dare un po’ di numeri: il PD prende 30.916 voti (32,0%), il Popolo delle Libertà 36.874 (38,2%), Rifondazione Comunista 3.446 (3,6%), Italia dei Valori 9.532 (9,9%), l’UDC 4153 (4,3%), Sinistra e Libertà 4.008 (4,2%), Lista Bonino-Pannella 3.881 (4,0%). Nel 2008 il PD prese oltre 52 mila voti (41,8%) e il PDL più di 48mila (38,7%). Rispetto al 2008 ha disertato le urne quasi un elettore su quattro: ci sono stati infatti oltre 30mila votanti in meno.
In termini assoluti questo fenomeno ha riguardato tutti i partiti eccezion fatta per le formazioni della sinistra e per Italia dei Valori. Sommando SL e PRC-CI, si nota una crescita sia in termini percentuali che di voti assoluti: aumenta di quasi 3mila voti e raddoppia la propria percentuale passando dal 3,7% a quasi l’8%. Ovviamente questo consenso non si è trasformato in un successo politico visto che comunque nessuna delle due formazioni, presentandosi divise, ha raggiunto il 4% a livello nazionale.
Italia dei Valori raddoppia invece la propria percentuale e passa dal 5% al 10% in appena un anno conquistando quasi 3mila nuovi elettori. Senza alcun radicamento particolare e senza nemmeno una sezione!

In IV Municipio il PD passa dal 41,8% al 32% perdendo 22 mila dei 52 mila elettori del 2008.
In alcuni quartieri più tradizionalmente di sinistra la flessione è anche più grave, fino alla situazione del Tufello dove il PD perde la metà dei suoi voti: ceduti in parte alla sinistra che nel complesso balza lì dal 5% all’11%, in gran parte al non voto (appena 48% di votanti nel quartiere).
Mi pare di poter dire che invece il PDL, che quasi non perde consensi in % ma soffre come tutti dell’astensionismo, abbia manifestato un minimo calo percentuale nei quartieri tradizionalmente più neri (Talenti e Valli) e a Fidene-Colle Salario, dove è impressionante il dato dei partiti della destra che arrivano all’8%.

Tolto il dato dell’astensionismo (che si può valutare in numero di circa 12 mila), rimane da comprendere quindi dove si siano diretti ben 10mila voti. Dai dati, è chiaro che 6mila sono andati ai partiti della sinistra e a Di Pietro, i restanti alla Lista Bonino e in minima parte forse all’UDC. Insomma, per dirla grossolanamente: la metà (e qualcosa di più) degli elettori che hanno abbandonato il PD si è astenuta, dell’altra metà un terzo ha votato Di Pietro, un terzo un partito della Sinistra e un terzo i radicali. Un comportamento “schizofrenico” che certamente dà il senso di un certo smarrimento ma anche dell’eterogeneità del nostro bacino elettorale.

C’è peraltro l’impressione che da questi dati emerga (oltre alle difficoltà del PD) una maggiore esigenza, quando possibile, degli elettori di marcare la propria identità anche a costo della frammentazione; esattamente l’atteggiamento opposto a quello manifestato nel 2008. Comprensibilmente, dato che non era in gioco una proposta di governo e che il sistema elettorale europeo è proporzionale e non maggioritario.
Il PDL e l’UDC, infine, non modificano praticamente la loro percentuale dal 2008, passando rispettivamente dal 38,6% al 38,2% e dal 4% al 4,3%.

ANALISI PER QUARTIERI

Passando ad una analisi per quartieri si possono evidenziare alcuni elementi ulteriori.
Nella parte storica di Montesacro (circa 35 mila abitanti) il PD è passato da quasi il 45% (ben al di sopra della media municipale) al 32,5% (sotto tale media), perdendo circa 3600 elettori. La perdita è di circa il 12,5%. A beneficiarne sono soprattutto Sinistra e Libertà (6%) e Lista Bonino (5%).
Nel quartiere popolare di Tufello (circa 20 mila abitanti) l’astensionismo è stato certamente il dato più rilevante. Ha votato appena il 48%, con un -8% rispetto alla media peraltro già registrato nel 2008 (72% contro una media municipale dell’80%). Un dato allarmante proprio per questa sua stabilità in un quartiere nel quale in ogni seggio il centrosinistra vinceva appena nel 2006 con distacchi di centinaia di voti! Il PD rimane primo partito perdendo oltre l’11% (da 47,6% a 36,3%) e quasi la metà dei suoi voti (dal 3600 a 1900). Il PDL guadagna persino qualche consenso (da 31,9% a 32,5%). Da notare che in questo territorio SL è sopra la media di appena un punto percentuale (5,3%) e prende appena 276 voti.
Valli (circa 25 mila abitanti) è invece uno dei quartieri in cui il PDL, tradizionalmente forte, sembra soffrire di più per effetto forse del malumore di elettori tradizionalmente di destra (da 41% a 40%), mentre la perdita di consenso del Pd è nella media (da 40% a 30% ma quasi 1700 elettori in meno).
Anche nel quartiere Talenti (oltre 35 mila abitanti), fortemente di destra, il PDL ha un piccolo arretramento (da 40,4% a 39,8%) ma torna ad essere primo partito. Il PD perde quasi 2mila voti ma meno della media municipale (-9%, da 40,8% a 31,8%). Insomma l’emorragia di voti del PD si concentra sui quartieri tradizionalmente più “rossi”.
A Nuovo Salario (40 mila abitanti) la perdita in voti assoluti per il PD è di oltre 3500, passando dal 43% al 33,7%, dato che rimane tuttavia sopra la media municipale e cittadina. Anche qui il PDL ora è avanti (38,3%).
Anche a Vigne Nuove la perdita di voti ha oltrepassato i duemila (-9%) portando il PD a poco più del 31% (PDL al 38% anch’esso in leggera flessione, -2%).
A Castel Giubileo il PD perde quasi la metà dei voti e va dal 39% al 29%, e il PDL cresce fino a sfiorare il 42%.
Tra Fidene e Colle Salario la perdita per il PD è stata del 10% ma il PD scende sotto il 30%. In questo quartiere il PDL perde l’1%. Ma il dato più impressionante è che nel complesso le formazioni di destra ottengono in questi seggi quasi 650 voti e circa l’8%.
A Settebagni il calo del PD lo fa scendere al 29% e lo porta a quasi -15% dal PDL.
Nei seggi di via di Settebagni infine (zona Bufalotta e alcuni nuovi insediamenti di Talenti) il PD perde circa l’8% (arrivando al 31%) ma anche il PDL perde il 2% (41%).

Inserito da: Francesco Pieroni | 10 Giugno 2009

Sassoli torna a Val Melaina!

VENERDI’ 12 GIUGNO SASSOLI AL MERCATO VAL MELAINA PER RINGRAZIARE I CITTADINI
Carissimi democratici e democratiche, venerdì 12 giugno alle 9,30 il parlamentare europeo del PD David Sassoli sarà presente al mercato Val Melaina per incontrare e ringraziare cittadini e militanti per il suo splendido risultato. In IV Municipio ha infatti ottenuto oltre 13mila voti, il dato più alto a Roma. L’appuntamento è per tutti all’ingresso del mercato per le ore 9,20. Mi raccomando!
PS rimarrà con noi per un’ora circa

Inserito da: Francesco Pieroni | 5 Giugno 2009

Roma cambia…in peggio!

SICUREZZA, OGGI PRESIDIO PD A BUFALOTTA: “BASTA BUGIE DA ALEMANNO E BERLUSCONI”
Dichiarazione di Francesco Pieroni coordinatore del PD del IV Municipio di Roma

“Oggi pomeriggio alle ore 18 il PD del IV Municipio ha organizzato un sit-in di fronte all’ingresso principale del centro commerciale di Porta di Roma per denunciare le gravissime responsabilità sul tema della sicurezza del governo nazionale e del sindaco Alemanno. La Destra ha vinto le scorse elezioni a Roma agitando la questione della sicurezza e cavalcando le paure dei cittadini. In un anno di governo, a parte lo spot dei militari e i manifesti che diffondono dati falsi su provvedimenti inesistenti, abbiamo visto solo tagli di bilancio alle forze di polizia e ai servizi. L’unica cosa che è cresciuta sono le violenze e gli episodi di intolleranza. A Berlusconi e Alemanno chiediamo di finirla di dire bugie. Ora servono i fatti”

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