Cari democratici e democratiche,
finalmente è terminato il lungo ed estenuante percorso congressuale che ha impegnato la maggior parte delle nostre forze e del nostro tempo rallentando, ammettiamolo, il principale compito del PD che è quello di essere forza di opposizione.
Io non credo sia stato tempo buttato, anzi. Certo, sono tra coloro che avrebbero preferito che il congresso si svolgesse subito dopo le dimissioni di Veltroni. Ma bisogna riconoscere che Dario Franceschini ha assolto con dignità al compito di traghettare il PD nel momento più difficile della sua breve storia.
Un Congresso era tuttavia necessario innanzitutto per cominciare a sciogliere i nodi che hanno impedito alla forza riformista che tutti abbiamo contribuito a far nascere, di dispiegare tutte le sue potenzialità e rappresentare una alternativa, credibile, al berlusconismo. Che non è, a mio modesto (non isolato) avviso, l’anti-berlusconismo. E che quindi va costruita con proposte concrete, e poi va spiegata alle persone con semplicità e costanza. E non solo per slogan estemporanei ed evocazioni mediatiche. Su questo terreno noi perderemo per tutta l’eternità contro Berlusconi (per fortuna il tempo che passa è in grado di batterlo).
Per questo, per la sua concretezza, serietà e competenza, sono convinto che Pierluigi Bersani, in questo momento, sia la persona più adatta a guidare unitariamente il nostro partito nella sua costruzione, nella definizione del programma e nell’individuazione di alleanze e candidati.
E per questo ritengo che sia stata un errore l’idea iniziale che non servisse un partito radicato. A noi serve eccome. E non solo per svolgere le primarie. In effetti, come avrebbero potuto votare migliaia di cittadini nel nostro territorio senza che i nostri iscritti militanti aprissero circoli e gazebo alle 6,30 del mattino e fino a sera? Credo peraltro che anche domenica l’abbiamo sentita tutti quanti la grande responsabilità che comporta rappresentare questo partito. La gente in fila veniva per votare un candidato piuttosto che un altro, certo, ma intanto ci chiedeva unità, di lavorare dopo tutti insieme per battere la destra.
E chi dovrebbe lavorare a questo obiettivo, se non un partito radicato nel territorio, fatto di militanti accomunati da un’appartenenza comune come l’adesione ad un partito? Dovrebbero farlo i comitati elettorali che nascono un giorno prima l’inizio della campagna elettorale, lavorano per un candidato, e il giorno successivo alle elezioni chiudono?
Ecco, credo e spero che il nostro Congresso questo aspetto l’abbia chiarito. Il tesseramento non può essere tuttavia ridotto ad un sondaggio d’opinione e bene faremmo a delineare un ruolo, un senso concreto dell’adesione al PD, dando agli iscritti una funzione, responsabilità e diritti. Poi possiamo discutere sul ruolo delle primarie. Personalmente credo che sarà necessario riflettere sul fatto che i cittadini, comunque, ogni volta che sono stati chiamati a decidere, lo hanno fatto in massa e con chiarezza. Però è una discussione che abbiamo tutto il tempo di proseguire serenamente. Certo, riterrei curioso un partito che lascia ai cittadini il compito di scegliere i propri dirigenti e sceglie senza consultarli coloro che candida a governarli!
Ora dobbiamo tuttavia concentrarci su alcuni obiettivi immediati. Il primo, è quello di vincere le elezioni regionali. E’ inutile che ci nascondiamo le difficoltà che abbiamo di fronte, a partire dalla scelta del candidato e delle alleanze. E’ una partita di livello nazionale in cui, soprattutto se non sarà sciolto in fretta il nodo della segreteria regionale, il gruppo dirigente del PD del Lazio rischia di non svolgere alcun ruolo.
Come sapete, infatti, le elezioni primarie non hanno nel Lazio eletto un segretario con una maggioranza assoluta. Alessandro Mazzoli ha ottenuto 135.107 voti pari al 44,4%, Roberto Morassut 111.480 voti pari al 36,7% e Ileana Argentin 57.485 voti pari al 18,9%. L’assemblea dei 400 delegati eletti deciderà chi dovrà guidare il partito nei prossimi mesi. Per quello che può valere, mi auguro che ciascun membro dell’assemblea usi con senso di responsabilità il mandato che ha ricevuto dai “nostri” elettori per costruire una soluzione unitaria nel Lazio che ci aiuti ad affrontare nel modo migliore la sfida delle regionali.
In questo momento il nostro massimo contributo è quello di alzare il livello della nostra opposizione a Roma e nel nostro municipio.
Sono dell’idea che sia necessario uno sforzo da parte di tutto il gruppo municipale per coinvolgere quanto più possibile il nostro gruppo dirigente nelle problematiche del territorio e della macchina amministrativa, anche per aiutare il gruppo stesso a fare un’opposizione migliore, più unitaria ed efficace. Vorrei fissare già per domani una prima riunione sul bilancio insieme alla segreteria e con persone di esperienza.
Dicevo che dobbiamo costruire l’alternativa con proposte concrete. Per farlo dobbiamo partire anche qui dalle risorse umane che abbiamo e che possiamo valorizzare. E’ opportuno che i gruppi di lavoro si riuniscano presto e comincino a lavorare sui temi della scuola, del traffico e dell’ambiente. Ed è il momento di avviare il nostro progetto (che potrà essere operativo subito dopo le regionali) di seminari di politica per la formazione.
Lo dico perché ritengo che come forza di partito abbiamo grandi potenzialità. Dal punto di vista dell’organizzazione l’abbiamo dimostrato facendo partecipare quasi 1000 persone ai nostri congressi di circolo e quasi dodicimila alle primarie.
Ora a queste persone dobbiamo cominciare a parlare di contenuti e proposte.
Concludo condividendo con voi il rammarico per il fatto che questo coordinamento non ha potuto lavorare in questi mesi come sarebbe stato auspicabile. D’altronde il nostro congresso non ha riservato al livello municipale del partito alcun ruolo di direzione né di supervisione, e d’altronde lo stesso coordinamento appare monco di una parte della sua rappresentatività, mancando ancor oggi i membri che dovevano essere indicati da due circoli.
Ma al nostro interno deve avviarsi presto anche una discussione serena sul nostro radicamento, a partire dall’analisi delle capacità di coprire il territorio sull’attuale assetto dei circoli. Credo che a partire dalle regionali potremo trovare il tempo e i modi di rendere questo assetto decisamente più efficace.
Infine vi rinnovo la mia profonda preoccupazione per l’escalation di attentati e atti di intimidazioni a cui è soggetto il nostro partito in questo territorio. Occorre una risposta unitaria democratica che dimostri la nostra determinazione a non arretrare in questa città, a partire dai quartieri più difficili, come Talenti.